La Donna (o Regina), componente fondamentale nella partita a scacchi.

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La regina è il pezzo più importante subito dopo il Re. La Donna si muove come il Re, ma può farlo di quante case lo desidera, ossia può muoversi a piacimento o lungo una colonna, o lungo una traversa, o lungo una diagonale. Si può quindi dire che la Donna è il pezzo più forte sulla scacchiera dato che ha più libertà di movimento tra tutti.

E' quindi il pezzo con cui fare la strategia di attacco e con cui portare avanti la vera battaglia.


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Il Re, il pezzo degli scacchi più importante.

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Il Re è il pezzo più importante del proprio schieramento, dato che perderlo, o più propriamente, averlo posto sotto “scaccomatto”, significa automaticamente essere sconfitti.

Il movimento del Re è molto semplice. Si muove di una casa alla volta in una qualunque direzione, su-giù-destra-sinistra-obliquo, tranne durante l'arrocco, ossia quando può muoversi di due case in un colpo unico.

Ricordiamo che il Re non può attraversare in nessun istante della partita le caselle che sono controllate da pezzi avversari.


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La scacchiera per giocare a scacchi.

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La scacchiera è un quadrato 8x8. Ogni quadrato è detto casa, disposta alternativamente in colore bianco o nero. Ciascuna fila di case verticali è detta colonna, ciascuna fila di case orizzontali è detta traversa. Sono presenti infine anche le diagonali, ossia case consecutive dello stesso colore poste in linea obliqua.

Vale la seguente regola fondamentale:
"La casa della scacchiera posta nell'angolo a sinistra del giocatore deve essere del colore nero". Le singole case sono identificabili tramite due coordinate, numero e lettera, generalmente poste ai 4 lati della scacchiera.



La scacchiera classica per giocare a scacchi.


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Parità e patta negli scacchi. Quando una partita finisce in parità.

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Negli scacchi è presente anche il risultato di parità, detto patta. Può avvenire per diversi motivi:

  • I due giocatori si mettono d'accordo con un risultato di parità, perché magari si sono accorti che nessuno dei due riesce a sconfiggere l’altro. Si dice in questo caso che la partita è terminata patta d' accordo;
  • I due giocatori restano con pochissimi pezzi, non sufficienti a dare scacco matto all’avversario. Si dice in questo caso che la partita è finita per patta teorica;
  • Una determinata posizione si è ripetuta per tre volte sulla scacchiera. Si dice in questo caso che la partita è terminata patta per ripetizione di mosse;
  • Uno dei due giocatori non può più effettuare alcuna mossa legale, pur non avendo il proprio Re sotto scacco. Si dice che la partita è finita con una patta per stallo;
  • Durante la partita sono state effettuate 50 mosse consecutive senza che ci sia stato un cambio di pezzi o che sia stato mosso un pedone. In questo caso si dice che la partita è terminata patta per la regola delle 50 mosse.
  • Quando uno dei giocatori inizia a dare scacco al Re nemico mossa dopo mossa, senza che l'avversario riesca a trovare una valida difesa per interrompere la successione di scacchi vuol dire che si ottiene una patta per scacco perpetuo.

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La vittoria nel gioco degli scacchi e lo scacco matto.

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L’obiettivo di ciascun giocatore è quello di battere l’avversario dando scacco matto al suo Re. Questo accade quando il Re del proprio avversario si trova sotto scacco, cioè minacciato da uno o più pezzi, e non gli è possibile:

  • spostarsi in altre case, perché bloccate da altri pezzi o anch’esse sotto scacco;
  • parare lo scacco in altra maniera, come per esempio mangiando il pezzo che sta dando scacco con una qualunque pedina del proprio schieramento o interponendo una di esse lungo la linea del pezzo che gli sta dando scacco.

E’ da ricordarsi assolutamente il fatto che se si ha il proprio Re sotto scacco bisogna obbligatoriamente cercare di parare lo scacco avversario, catturando il pezzo che sta dando scacco, spostando il Re o interponendo un altro pezzo lungo la linea da cui arriva lo scacco. Se non esistono maniere per parare lo scacco si ha perso la partita per scacco matto.

Non è necessario che una partita prosegua fino allo scacco matto, dato che è concesso che un giocatore che si trova in netta inferiorità di pezzi o di posizione abbia la possibilità di abbandonare la partita prima della conclusione. Si dice in questo caso che l’avversario vince la partita per abbandono dell’altro giocatore.


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